comunicazione

Siete soddisfatti del vostro medico?

Se siete soddisfatti del vostro medico, per favore, ditelo!

 

Negli ultimi anni le cause civili contro i medici sono aumentate esponenzialmente. Con loro anche il numero di contratti assicurativi che i professionisti della sanità devono stipulare per “tutelarsi”. I media fanno da cassa di risonanza per casi di presunta mala-sanità, spesso, purtroppo, con la sola finalità di far notizia: mettono “in croce” il professionista, salvo poi dimenticarsi di riabilitarlo nel caso fosse assolto per la sua condotta impeccabile. Raramente i media raccontano le eccellenze della nostra sanità. Un circolo vizioso di malelingue e di mancanza di fiducia nei medici e nelle altre figure, che finirà per distruggere non solo la Sanità, ma la Salute di tutti i cittadini.

La Sanità non è un’associazione per delinquere, è un bene comune, che va tutelato e sostenuto, con i fatti e le parole. Da tutti.

 

Vi propongo alcuni estratti di un interessante articolo firmato da Carla J. Rotering, apparso sul blog kevinmd.com:

 

Una volta i dottori (medici, ndr) erano le persone più ammirate e rispettate di una comunità; oggi quel titolo rivela solo una posizione sociale e genera una reazione totalmente differente.

 

I pazienti raccontano spesso di esperienze sanitarie traumatiche, insulti ricevuti, atti di mancanza di rispetto o atteggiamenti scortesi al letto del paziente; raccontano della delusione nel sistema e che i medici li buttano giù di morale. Accusare i medici sta diventando uno sport nazionale.

 

Vien da pensare come tutto il mondo sia paese: allora non solo in Italia ci sono accuse verso i medici! Aspettate: ma allora è la formazione dei medici di tutto il mondo a essere scadente o non sufficiente, oppure il problema risiede, parzialmente, altrove?

 

Il fatto è che la formazione, le conoscenze, le competenze e la professionalità è oggi molto più alta di quando tutti adoravano il loro medico. Uno dei più grandi cambiamenti in quest’era di diritti del malato, i medici sono molto più caricati di responsabilità e spesso non riescono a soddisfare a pieno gli elevati standard richiesti.

 

Come risultato molti medici sono demoralizzati perché non riescono a prendersi cura dei propri pazienti come vorrebbero, hanno meno tempo per loro, più domande e più compiti da svolgere, uno stress crescente, un compenso economico sempre più basso, un controllo pubblico esigente, in un crescendo di negatività.

 

Sono sempre più convinta che i medici che amano il loro lavoro e sono disposti a farlo al meglio per il bene dei propri pazienti sovrasta di molto la minoranza che pensa solo al denaro e non ai propri pazienti. Questi medici sono rispettati, valorizzati e impiegano tutta la loro energia per dedicarsi totalmente a fare del loro meglio solo per noi.

[…]

 

Coloro i quali percepiscono che la reputazione della sanità sta peggiorando e sono stanchi del continuo attacco verso i medici, dovrebbero:

  • avere il coraggio di levare le proprie voci in favore dei lati positivi del sistema sanitario, degli ospedali e dei professionisti della sanità;
  • esprimere la vicinanza agli amici o ai familiari che sono delusi dai professionisti della sanità, senza però alimentare le offese verso di loro;
  • provare empatia verso i professionisti della sanità di oggi (mettersi nei loro panni, ndr); aiutare nel far notare agli altri la pressione che i medici oggi subiscono nell’attuale sistema;
  • ringraziare, apprezzare e riconoscere la bravura di quei medici che hanno un approccio incentrato totalmente sul paziente;

fate la vostra parte nel costruire una comunità in cui tutti, medici inclusi, si sentano supportati nel loro lavoro.

[…]

 

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Sono certo che, purtroppo, alcuni di voi abbiano avuto delle esperienze negative nelle strutture ospedaliere. Molte di queste sono indipendenti dai medici, altre potrebbero essere legate a un medico, infermiera, tecnico che si è comportato in maniera scortese o semplicemente sbrigativa. Insomma potreste non aver avuto l’accoglienza che vi sareste aspettati. Non posso negarlo: purtroppo succede.

Nella mia, seppur breve finora, esperienza di formazione sul campo (oltre che di quella da paziente) ho assistito ad alcune situazioni spiacevoli. Moltissime di queste sono il frutto di un Sistema Sanitario che richiede sempre di più ai professionisti un instancabile crescendo in termini di produttività: visite veloci con tempi ridotti al minimo, moduli burocratici da compilare, protocolli da rispettare, e sempre meno in termini di attenzione verso il paziente.

Altre situazioni che ho vissuto sono legate piuttosto al carattere del professionista: alcuni sono di poche parole, altri sono un po’ autoritari, altri sono semplicemente di cattivo umore.

Concorderete con me che tutte le professioni a contatto con il pubblico sono oggetto – giustamente – di aspre critiche: la commessa del negozio cui meno chiedi meglio è. L’impiegato di qualche ufficio al quale il proprio lavoro sembra pesare come un macigno. Addetti agli sportelli d’informazione che trattato le persone da ignoranti. Dite la verità: a tutti è capitato qualcosa del genere.

Le professioni sanitarie sono simili, inutile negarlo. Tuttavia non posso nascondere che quest’ultime presentano un lato molto delicato: sono ogni giorno a contatto con la sofferenza di altre persone. Questo significa che non potrebbero permettersi di essere di poche parole, ma anzi dovrebbero seminare parole rassicuranti e di speranza. Non dovrebbero essere solo autoritari, ma anche accondiscendenti e comprensivi.

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D’altro canto anche i pazienti hanno la loro quota di errore: alcuni non ascoltano il consiglio medico, facendo di testa loro. Altri si disinteressano totalmente della propria salute, rendendo il tutto più difficile. Altri ancora sono talmente attenti alla propria salute che finiscono per far troppo e male. “Il mondo è bello perché è vario” e il medico deve imparare a confrontarsi con centinaia di caratteri diversi. Ricordiamoci, però, che come in tutte le professioni, il comportamento verso il prossimo nessuno lo insegna, seppur esistano corsi adibiti all’addestramento per la comunicazione con il paziente. La miglior insegnante, a parer mio, è la vita di tutti i giorni: il contatto quotidiano con il paziente. Credetemi: il lavoro del medico è ciò che di più bello esiste al mondo. Non è retorica: si ha la possibilità, quotidianamente, di instaurare con altre persone, totalmente sconosciute, un patto nobile, di sincerità e stima reciproca. Il medico si trova nella sua posizione al solo scopo di cercare di guarire il corpo e curare l’animo, dando sollievo al malato. Sarebbe un peccato perdere tale aspetto sotto un mare di burocrazia e una tempesta d’insulti alla categoria.

E perché no: s’impara dagli errori.

Quegli errori oggi demonizzati come se non si potesse più sbagliare. Come se i professionisti della sanità fossero dei computer: basta inserire qualche dato e l’hardware calcola automaticamente diagnosi e terapia. Ahimè non è affatto così semplice. La medicina non è una scienza esatta. Non lo sarà mai. Nessuno ha la sfera di cristallo: non è possibile prevedere come un paziente “B” risponderà a un farmaco o una procedura, che per il paziente “A” è stata salvavita. I medici continueranno a sbagliare. I pazienti continueranno a soffrire. Ma badate bene: tutti noi siamo pazienti. Anche i medici sono pazienti. Questo significa che, tranne rare e disdicevoli eccezioni di medici “corrotti”, che pensano solo al loro tornaconto, la stragrande maggioranza dei medici si occupa dei propri pazienti con interesse profondo, umanità e impegno alla ricerca della migliore cura possibile. La stragrande maggioranza dei medici è consapevole della sofferenza del paziente, è consapevole che al posto del proprio paziente potrebbe esserci lui stesso, o un suo familiare. Nessun medico sbaglia per la volontà di sbagliare. Certo, ci può essere imprudenza, imperizia, negligenza (aspetti che vanno giustamente puniti), ma nella stragrande maggioranza dei casi gli eventi hanno un esito infausto, indipendentemente dal medico.

Siate, dunque, sereni: le cure che ricevete sono certamente le migliori che quel medico, in quel momento, può offrire a voi, nella vostra particolare situazione.

 

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“Possiamo ridurre la brutta reputazione della sanità facendo conoscere con forza la verità ai pazienti e a chi prende le decisioni.

 

La sanità si sta facendo una brutta reputazione perché i pazienti soddisfatti e i professionisti della sanità se ne stanno in silenzio. Quello che ci serve è meno silenzio e più verità. Solo la verità può renderci liberi e può liberare la professione medica dal baratro della negatività dell’opinione pubblica.

 

 

Pazienti, alzate la voce: fate conoscere la vostra soddisfazione e la vostra ammirazione per i medici che avete incontrato.

Professionisti della sanità: fate valere la vostra posizione tra la gente, comunicate con pazienza e semplicità le nozioni mediche.

Studenti e futuri professionisti: contribuite alla diffusione della corretta informazione tra le persone.

La Sanità è un bene di tutti, combattiamo per difenderla.

photo credit immagine di copertina

photo credit medico che parla con paziente

photo credit medico che consola paziente

photo credit medici all’opera

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