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Al mare o in montagna, vietato togliersi gli occhiali da sole!

Estate, fine luglio, sole abbagliante e caldo soffocante. Leggere un articolo sugli occhiali da sole sembra una banalità: perché farlo? Per alcuni che non sono abituati ad indossarli, per altri che li indossano solo per essere alla moda, per tutti coloro che sono in procinto di partire per qualche giorno verso una località balneare, potrebbe essere…illuminante!

 

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C’era una volta…

Gli occhiali da sole rappresentano certamente una delle creazioni più utili mai realizzate dall’uomo, sebbene della loro invenzione non si conosca né la data, né l’inventore. Utili dal punto di vista “pratico”, permettendo la visione anche in condizioni di luminosità intensa, gli occhiali da sole sono gli strumenti più adeguati dal punto di vista medico per la protezione degli occhi dai raggi ultravioletti. Dai ritrovamenti in nostro possesso sembra che i primi modelli furono realizzati dagli Inuit, popolazione originaria delle regioni costiere artiche e subartiche dell’America settentrionale e della Siberia nord-orientale, allo scopo di proteggersi dal riflesso della neve e del ghiaccio. Si trattava di montature in legno o ossa animali, prive di lenti, con una fessura che riduceva l’esposizione ai raggi solari, ma, di fatto, non la sua intensità.

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Gli occhiali da sole come li conosciamo oggi sembra siano nati nella Venezia del Settecento. Le vetrerie di Murano, infatti, produssero le prime vere e proprie lenti, utilizzate dalle dame durante i trasferimenti in gondola per ripararsi gli occhi dal sole.

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Dispositivi di protezione

Sebbene rappresentino degli accessori di indubbio fascino modaiolo, gli occhiali da sole sono a tutti gli effetti dispositivi di protezione. Sono definiti così dal D.Lgs. 475/1992 e dal D.L. 10/1997, che recepiscono le normative europee, confluite negli anni nella norma UNI EN 1836:2006+2007. Secondo la normativa ad ogni occhiale devono essere allegate le seguenti informazioni:

  • identificazione del fabbricante o distributore
  • categoria dei filtri impiegati
  • numero ed anno della normativa a cui fare riferimento
  • avvertenza in forma scritta o di simbolo per l’eventuale non idoneità alla guida.

Tutto ciò è riportato nella “Nota informativa del fabbricante” che ogni occhiale deve avere allegata. A queste potete trovare utili informazioni circa la modalità di utilizzo dell’occhiale, informazioni generiche, avvertenze, informazioni sulla pulizia e sulla manutenzione dell’occhiale e delle lenti, modalità di conservazione corretta.

 

Lenti, queste sconosciute

Quando acquistiamo un paio di occhiali da sole il nostro giudizio spesso è guidato, giustamente, dall’aspetto estetico. La fa da padrona la montatura, di varie forme, colori e dimensioni. Sono le lenti, però, le vere protagoniste dell’occhiale! Indagate sempre le caratteristiche delle lenti che state comprando, rivolgendo all’ottico le vostre curiosità e i vostri dubbi: solo col suo consiglio potrete scegliere l’occhiale adatto ai vostri occhi, al vostro fototipo, al vostro modo di vivere.

 

Caratteristiche

Il materiale delle lenti può essere rappresentato dalle resine plastiche o dal vetro. Mentre le prime sono più leggere e più resistenti agli urti, le seconde sono più sottili e più resistenti ai graffi. È necessario sottolineare, però, che le lenti in vetro non sono per niente adatte a chi pratica attività sportiva, perché in caso di caduta le lenti possono rompersi e le schegge potrebbero lesionare la congiuntiva o la cornea dell’occhio. Quest’ultimo aspetto rappresenta l’esempio più calzante di come un acquisto frettoloso possa avere conseguenze gravi non preventivamente approfondite con il proprio ottico.

La normativa suddivide gli occhiali in 5 categorie a seconda del livello di riduzione di luminosità, crescente da 0 a 4. Il loro utilizzo può essere diverso a seconda delle condizioni ambientali: maggiore è il potere di riduzione della luminosità, più è congruo il loro utilizzo in situazioni di forte luminosità. Le lenti, inoltre, possono avere diversi tipi di filtro solare: normale, per usi generici; fotocromatico, adattandosi alle condizioni di luminosità variabile; polarizzante, bloccando selettivamente la luce orizzontale, eliminano i riflessi che la luce crea quando colpisce superfici come l’acqua; degradante: la colorazione scende gradualmente dall’alto verso il basso. Queste ultime sono particolarmente utili durante la guida, perché schermano dai raggi del sole, permettendo una visione più chiara dalla strada. Tuttavia è necessario fare attenzione: in molte situazioni, come nelle località balneari, ad esempio, è necessario proteggersi anche dai raggi provenienti dal basso.

Le moderni lenti possono non solo proteggere l’occhio dalla luce solare, ma anche correggerne i difetti visivi. Con le attuali tecnologie, infatti, è possibile fabbricare lenti cosiddette graduate, che permettono la correzione dei difetti visivi, ma contemporaneamente proteggono costantemente l’occhio dai raggi ultravioletti e dalla luce visibile. Rappresentano certamente la soluzione ideale per chi, ad esempio, è miope e/o astigmatico, ma non vuole indossare lenti a contatto. In queste situazioni è di fondamentale importanza affidarsi al parere esperto degli ottici, previa visita medica oculistica, necessaria per la prescrizione.

 

Attenzione al marchio CE

La presenza del marchio CE (adeguatamente strutturato, occhio ai falsi!) garantisce che le lenti rispondano alle caratteristiche indicate dalla specifica normativa europea, assicurando così di essere in grado di proteggere i nostri occhi dalla radiazione ultravioletta, di non distorcere l’immagine percepita dal nostro occhio ed elaborata dal nostro cervello e di essere caratterizzati da resistenza meccanica, evitando rischi per le strutture oculari in caso di incidenti.

Il marchio CE deve avere una struttura ben precisa, che la differenzia dal marchio China-Export: il marchio europeo presenta una spazio maggiore tra la C e la E. Attenzione alla truffe!

Il marchio CE deve avere una struttura ben precisa, che la differenzia dal marchio China-Export: il marchio europeo presenta una spazio maggiore tra la C e la E. Attenzione alla truffe!

 

Perché indossarli

Due sono gli scopi principali nell’indossare dei buoni paia di occhiali: il primo per difendersi dalla luce visibile, permettendo di vedere meglio, il secondo, certamente più importante dal punto di vista medico, per proteggersi dalle radiazioni ultraviolette.

 

Raggi ultravioletti

La luce visibile è costituita da onde elettromagnetiche, la cui lunghezza d’onda varia dai 700 (colore rosso – frequenza d’onda: 400 tera-Hertz) ai 400 (colore viola – frequenza d’onda: 700 tera-Hertz) nano-metri (nm). Al di sotto dei 400 THz troviamo, tra le altre, gli infrarossi, le microonde e le onde radio; mentre al di sopra dei 700 THz possiamo imbatterci nei raggi ultravioletti, raggi X e onde gamma.

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Tutte le persone sono esposte quotidianamente ad una certa dose di radiazioni ultraviolette (UV), nella gran parte derivanti dal Sole e che si dividono in tre tipi principali: UVA (315-400 nm), UVB (280-315 nm), UVC (100-280 nm). La pericolosità per l’uomo dei raggi UV aumenta al diminuire della lunghezza d’onda e, quindi, all’aumentare della frequenza. La maggior parte della radiazione ultravioletta che raggiunge la superficie terrestre è rappresentata dagli UVA, in minima parte dagli UVB, mentre gli UVC sono totalmente assorbiti dall’atmosfera terrestre, che da questo punto di vista svolge una barriera protettiva per tutti gli essere viventi. Altri fattori che influenzano i livelli di UV sono lo strato di ozono e la capacità riflettente della superficie terrestre. La neve, infatti, riflette l’80% dei raggi UV, la sabbia il 15% e il mare il 25%. Questo significa che in tali ambienti la quantità di radiazioni UV sono maggiori.

 

I danni da UV

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nove sono le malattie strettamente legate all’esposizione ai raggi UV:

  1. melanoma cutaneo, tumore maligno dei melanociti, cellule della pelle che producono il pigmento cutaneo (melanina)
  2. carcinoma squamoso della pelle, tumore maligno della pelle che, rispetto al melanoma, ha un’evoluzione più lenta ed è associato ad una minore mortalità
  3. carcinoma basocellulare (basalioma), tumore cutaneo che si sviluppa prevalentemente in età avanzata e si diffonde lentamente e localmente
  4. carcinoma squamoso della cornea o della congiuntiva, raro tumore oculare
  5. cheratosi, malattie croniche della pelle che in rare occasioni possono generare lesioni pretumorali
  6. scottature
  7. cataratta corticale, degenerazione del cristallino, che diventa sempre più opaco fino a compromettere la vista e che, in certi casi, può portare anche alla cecità
  8. pterigio, inspessimento della congiuntiva che porta a opacizzazione della cornea o a una limitazione dei movimenti oculari
  9. riattivazione dell’herpes labiale, a causa dell’immunosoppressione indotta dall’eccesso di UV.

Da questa lista possiamo notare che, mentre le patologie cutanee possono essere evitate utilizzando la crema solare per il corpo con protezione UV, per proteggere i nostri occhi dal carcinoma della cornea, dalla cataratta o da irritazioni della congiuntiva dobbiamo necessariamente ricorrere a dei buoni occhiali da sole.

 

Quando e come indossarli

Quando usciamo di casa d’estate è sempre bene inforcare gli occhiali da sole: in questa stagione i raggi del Sole giungono alle nostre latitudini perpendicolari, con maggior facilità di penetrazione da parte dei raggi UV. Vietato togliersi gli occhiali da sole al mare: come detto precedentemente la presenza della sabbia e del mare aumenta la quantità di raggi UV che colpiscono il nostro occhio. Attenzione anche in montagna, in particolare in presenza della neve, che nel riflettere i raggi UV è peggiore rispetto alla sabbia e all’acqua del mare.

 

Attenzione anche ai nostri amici animali! Anche il loro occhio è sensibile ai raggi UV. Portandoli con noi nei luoghi balneari è importante garantire loro un riparo in zone d'ombra.

Attenzione anche ai nostri amici animali! Anche il loro occhio è sensibile ai raggi UV. Portandoli con noi nei luoghi balneari è importante garantire loro un riparo in zone d’ombra.

 

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